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mercoledì 19 febbraio 2014

Mitteleuropa del vino - Austria

Prima giornata dell'interessante seminario sui vini mitteleuropei a cura del Sommelier pluripremiato e grande esperto di vini mitteleuropei, Nicola Bonera, organizzato da Ais Milano.

Prima tappa...AUSTRIA...









Una nazione incastonata tra le Alpi, la Repubblica Ceca e l'Ungheria, attraversata per un tratto dal Danubio. Questa sua collocazione geografica fa si che sia un crocevia, oltre che di culture, anche di differenti correnti climatiche che influenzano in modo significativo la viticoltura.

Tre le aree climatiche:

1. Nella zona nord del paese, il clima è caratterizzato da forti escursioni termiche per le incursioni frequenti dei venti freddi provenienti da nord; forte anche l'influenza del Danubio (sulle sue rive le aree viticole più importanti)

2. La zona ad est, al confine con l'Ungheria, è caratterizzata da estati con venti caldi-umidi tipici del clima pannonico (in questa zona condizioni ideali per lo sviluppo della Botrytis anche grazie alla presenza del lago Neusiedlersee, poco profondo, che funge da scambiatore di calore)

3. La zona a sud-est, la Stiria, al confine con la Slovenia si distingue per un clima più temperato con influenze mediterranee. (la zona più adatta per le uve a bacca rossa)

Anche i terreni si possono, in linea di massima, dividere in tre tipologie:

1. Prevalenza di scisti, Gneiss (rocce di quarzo e silicio) e Löss (depositi di origine eolica) nel nord
2. Sabbia e arenare nel Burgenland vicino al lago Neusiedlersee
3. Terreni calcarei con affioramenti vulcanici in Stiria nel sud-est

Le aree viticole:

1. Niederösterreich (60% della superficie totale vitata - Nord)

. Weinviertel
. Kamptal
. Wachau
. Kremstal
. Traisental
. Wagram
. Thermenregion
. Carnuntum

2. Wien (2% - Zona intorno a Vienna)

3. Burgenland (30% - Zona est - Lago Neusiedlersee)

. Neusiedlersee
. Neusiedlersee Hugelland
. Mittel Burgenland
. Süd Burgenland

4. Stiria (8% - Zona Sud-Est)

. Süd-Oststeiermark
. Südsteiermark
. Weststeiermark















Queste le 4 macrozone, e le 16 doc, che si aggiungono a 3 igt (Weinland/Steierland/Bergland)
I vitigni coltivati, su una superficie complessiva di circa 45.000 ha, sono 35


I più importanti a bacca bianca:
Gruner Veltliner / Riesling (a Nord lungo il Danubio)
Welschriesling (Riesling italico) / Neuburger / Muskat Ottonel (sulle rive del Neusiedlersee)
Weißburgunder (Pinot Bianco) / Sauvignon Blanc / Chardonnay (nel Sud)

I più importanti a bacca rossa:
Zweigelt / Blaufränkisch / St.Laurent / Blauer Portugieser / Blauer Wildbacher / Blauburger /  Pinot Noir

Curiosità: Nella zona di Vienna, vengono prodotti vini, freschi, leggeri, un po' rustici, adatti al consumo immediato, da uve miste coltivate nei vigneti, classificati con il nome "Gemischter satz", appena fuori dalla città; mentre nella Stiria viene prodotto un vino rosato con le stesse caratteristiche di rusticità e semplicità, chiamato "Schilcher" dal vitigno Blauer Wildbacher

Per quanto riguarda rese e legislazione vi rimando al sito www.austrianwines.com che spiega tutto in modo molto esauriente. Qui non mi soffermo, altrimenti rischierei di annoiare, e oltretutto non mi sembra il caso di parlare eccessivamente di leggi.
A questo proposito però, va specificato che in Wachau c'è una legislazione autonoma, che classifica i vini in base alla qualità:

Steifeder - Federspiel - Smaragd

Riporto quest'informazione in quanto quasi tutti i vini degustati sono provenienti da questa che è la regione più importante


Wachau























Vigneto vicino al lago Neusiedlersee



















I Vini degustati:


1. Wachau - Grüner Veltliner Federspiel Hinter Der Burg 2012 Weingut Prager
2. Wagram - Grüner Veltliner Spiegel Erste Lage 2011 Ott
3. Wachau – Grüner Veltliner Smaragd Achleiten Stockkultur 2011 Weingut Prager
4. Wachau – Grüner Veltliner Smaragd Ried Loibenberg 2011 Emmerich Knoll
5. Wachau – Grüner Veltliner Smaragd M (Monumental) 2009 F.X. Pichler

6. Wachau – Riesling Federspiel Ried Loibenberg 2012 Emmerich Knoll
7. Wachau – Riesling Smaragd Wachstum Bodenstein 2011 Prager
8. Wachau – Riesling Smaragd Loibner Berg 2011 F.X. Pichler
9. Wachau – Riesling Smaragd Singerriedl 2008 Franz Hirzberger
10. Neusiedlersee Hugelland - Eiswein Cuvee 2010 Ernst Triebaumer


Le caratteristiche principali dei Grüner Veltliner sono, per quanto riguarda l'esame olfattivo, note vegetali e di erbe aromatiche, di spezie come pepe bianco e coriandolo, e sentori di frutta esotica e agrumi. All'assaggio sono quasi salati, con un'acidità evidente e rinfrescante, i più maturi, presentano anche una buona cremosità; ma anche qui la caratteristica che li contraddistingue, (molto evidente nel vino n°4 di Emmerich Knoll, il mio preferito) è il finale speziato...piccante!!..da tenere in grande considerazione per accompagnare piatti della cucina asiatica, o delle più italiane linguine con scampi su salsa di basilico e zenzero.
Grande eleganza, morbidezza e persistenza anche nel vino n°3..molto bello!!

Parliamo di Riesling; si presentano all'olfatto con note più fruttate, frutta gialla e agrumi, e floreali di sambuco; infatti, alla cieca, nelle versioni più giovani, questa aromaticità potrebbe ricordare i Sauvignon Blanc, mentre nelle versioni con qualche anno in più sulle spalle, si riscontrano sentori speziati (zafferano) ed eterei (cera) simili ai Sauternes. In bocca presentano una bella freschezza, a tratti straripante, e una sapidità meno accentuata rispetto ai Grüner, e inoltre, le versioni più giovani, mantengono nel finale di assaggio una bella fragranza di profumi molto piacevole.
Io ho apprezzato in particolar modo il n°8 (grande eleganza!) e il 9 (quasi un Sauternes).

Menzione a parte per l'Eiswein; grande residuo zuccherino, bilanciato da una acidità fantastica, sia al naso che in bocca note di resina, erbe officinali, note balsamiche e terrose, totalmente inaspettate da un vino dolce! Molto particolare...da non abbinare ai dolci, proprio per la grandissima acidità, meglio abbinarlo a formaggi aromatici!.

Eiswein grape
So che più che un post è venuto un trattato, ma penso che concentrare tutte le informazioni, le tradizioni, le sensazioni che i prodotti dell'enologia austriaca possono dare, sia impresa abbastanza difficile, e penso che meno di così non potessi scrivere!!

Consiglio finale: Andate e visitate l'Austria vinicola e soprattutto la Wachau!!..dalle foto merita proprio!

* I prezzi in enoteca dei vini, sono abbastanza importanti, in quanto vanno più o meno dai 45 ai 75€ in enoteca; per la scelta segnalo il sito dell'importatore di Vipiteno
http://wine.pretzhof.com



Alla prossima puntata!



Cheers!!





venerdì 7 febbraio 2014

Vin de Champagne

Seconda puntata dedicata allo Champagne.

Samuel Cogliati ci guida alla scoperta di piccoli vigneron, che si differenziano dalle grandi maison per il limitato numero di bottiglie prodotte, e per la tecnica di produzione (Champagnisation Artigianale).
Inoltre questa volta abbiamo assaggiato prodotti provenienti da zone "periferiche" delle più rinomate zone di produzione, Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Cote de Blancs e Cote de Bar - Aube -

Nel caso di questo tipo di produzione, si parla di "Vin de Champagne", per rimarcare la differenza tra ciò che è frutto di una produzione su larga scala (Champagne-Grandi Maison) e ciò che è prodotto artigianalmente, che è contraddistinto da una propria personalità molto più spiccata e, proprio per questo, dotato anche di una complessità maggiore e una non immediata comprensione al momento della degustazione.
Tutti questi aspetti ci pongono davanti non ai soliti, pur eccezionali, Champagne, ma a qualcosa che fa risaltare il carattere proprio del vino di partenza; qualcosa che va al di là della classica degustazione di un vino spumante.

I passaggi chiave della Champagnisation Arigianale:

1. Fondamentali, come spesso si sente dire, la sanità delle uve e le tecniche di lavorazione del vigneto (no diserbo, chimica...ecc) con un occhio alle rese contenute, anche se qui in Champagne per resa contenuta si intende <10000 kg/ha soprattutto per lo Chardonnay, in quanto a differenza di altre zone, qui è sempre importante avere tanta uva, in quanto la completa maturazione è difficile da ottenere.

2. I "Vin Claire", cioè le basi spumante, è importante che siano ottenute con pressatura frazionata, e soprattutto, devono essere frutto di lunghe fermentazioni con lieviti indigeni; quindi il processo è molto più complicato e da tenere sotto stretto controllo.

3. Per quanto riguarda la spumantizzazione, è fondamentale:

- un tiraggio molto tardivo (da Aprile in poi) 
- un lungo affinamento "sur lattes" cioè sulle fecce (>24 mesi)
- osservare un periodo di riposo (3-6 mesi) tra sboccata e commercializzazione

4. Ultimo, ma non meno importante, aspetto è quello che riguarda l'autenticità. Vale a dire privilegiare un singolo Cru, uve di una sola annata, e usare bassi dosaggi, o non dosare il vino dopo la sboccatura

Queste sono le caratteristiche tecniche per produrre uno Champagne "artigianale"; uscendo dai tecnicismi, e trovandoci davanti i 6 vini alla cieca, partiamo per un bel viaggio, passando dalla teoria alla pratica!


Abbiamo assaggiato:

1. Champagne Brut "Polisy" 2005 - Andrè Beaufort

Da Chardonnay e una parte di Pinot Nero, colpisce per dei profumi leggermente fruttati come gelatina di frutta, ma anche vegetali, di erba appena tagliata, e speziati, di liquirizia.
All'assaggio ha una tenera cremosità e buana morbidezza, con richiami di mandarino e liquirizia e una bella acidità nel finale; davvero di grande bevibilità!

2. Champagne Extra-Brut "Resonance"- Marine Courtin

Molto particolare, da uve Pinot Nero, all'olfatto è vegetale e balsamico, menta, timo, rosmarino con leggeri sentori animali (davvero particolari!?!?!). All'assaggio è ancora più caratteristico, Co2 molto più irruenta del precedente, con acidità e sapidità più marcate; davvero grintoso e vivace!!

3. Champagne Brut Blanc de Noir "Vieille Cuvée" - Alain Couvreur

Assemblaggio di Pinot Nero e Pinot Meunier, secondo me, il più complicato da capire. Si apre con profumi vinosi molto forti, che ricordano la grappa, e decisi sentori di pane nero e lievito, che si intersecano a erbe officinali e anice. Al palato, riprende spezie e aromi sopra descritti con un buon equilibrio tra morbidezza e acidità. Non facile da bere!..ma interessante!

4. Champagne Extra-Brut "Les 7" - Laherte freres

Prodotto con tutti i vitigni permessi dal disciplinare; i classici (Pinot Nero e Meunier, Chardonnay) e  i vitigni minori (Pinot Bianco-Arbanne-Petit Meslier-Fromentau). Profumo intrigante, scorza di lime, anice, erba fresca; leggeri sentori di idrocarburi e zucchero filato. Gran bella struttura e acidità, leggera dolcezza nel finale. E' il più diretto, schietto..e il mio preferito!

5. Champagne Extra-Brut Grand Cru "Complantee" - Agrapart et fils

Stesso uvaggio del precedente, ma all'esame olfattivo e gustativo è completamente diverso; i profumi sono di pane fresco al latte, di pasticceria, floreali e si hanno sentori iodati. Fantastico al palato; setoso, bella salatura e acidità moderata...davvero buono!!

6. Champagne Brut Nature Blanc de Blancs "Avalon" - Charles Dofour

100% Chardonnay...netti sentori marini, erbe aromatiche e spezie, dragoncello e zenzero, e belle note vanigliate, di noce di cocco. Un vino molto elegante, diretto e di grande persistenza, con una leggera sfumatura legnosa.

So che potrei essere sceso troppo nel tecnico con la degustazione, ma, penso che, essendo Champagne tutt'altro che semplici e scontati, la cosa migliore è cercare di trasmettere ogni singola sensazione gusto-olfattiva che ogni vino mi ha dato; piccolo appunto sull'esame visivo; di solito ne do conto se mi colpisce in modo particolare, per quanto riguarda i vini sopra descritti, ovviamente avevano tutti colori brillanti tipici dello Champagne..

Sperando di non avere esagerato con la terminologia tecnica, vi consiglio caldamente, se vi capita, di assaggiarli, e, se li trovate in enoteca, vi avviso che sono bottiglie che viaggiano sui 70€...ma per uno Champagne di questo tipo...ne vale davvero la pena!!!


 
Cheers!!

mercoledì 29 gennaio 2014

L'Oro del Reno

Quando pensavo alla Germania, mi venivano in mente subito tre cose:

1. Boccali di birra fresca e dissetante
2. Würstel e crauti in un panino preso in un gelido pomeriggio in Alexander Platz
3. La nazionale di calcio che sistematicamente battiamo appena la incontriamo nelle competizioni calcistiche internazionali

Sinceramente, fino a non molto tempo fa, dell vino prodotto in Germania non ne sapevo molto, ma essendo un "bianchista" e ancor di più un "rieslingiano" convinto, quest'ultima cosa mi ha spinto a voler conoscere i diversi Riesling che si producono in Europa e nel mondo.
Quindi grazie ad Ais Milano e al bravissimo Nicola Bonera, grande sommelier, appassionato e profondo conoscitore dei vini Mitteleuropei, ho partecipato ad una serata dedicata al Riesling prodotto nel Rheingau, nel cuore della Germania.

La regione è molto piccola rispetto all'intera superficie vitata del territorio tedesco, circa 3100 ha, il cui vigneto è composto al 78% dal Riesling e per un restante 12% da Pinot Nero.
Geograficamente va da Wiesbaden (vicino Mainz) fino più o meno al confine con la zona della Nahe, e si sviluppa lungo la riva destra del corso del Reno.




Nella parte più ad est i vigneti hanno un'esposizione sud/sud-est, quindi molte ore di sole già dal mattino, e i terreni sono formati principalmente da Löss (un tipo di sedimento eolico molto fine delle dimensioni del limo) e argilla; mentre nei vigneti più a nord-ovest, si ha un esposizione ad ovest e terreni ricchi di ardesia.
Questo fa si che i vini che vengono dai vigneti ad est siano più strutturati e longevi, mentre quelli dai vigneti più a nord-ovest abbiano caratteri più spiccatamente minerali.

L'azienda protagonista della serata era Schloss Reinhartshausen.
circa 80 ha di cui 57 sulla terraferma e 23 su un'isoletta che sta in mezzo al Reno; ovviamente il vitigno più coltivato è il Riesling, soprattutto nei vigneti Cru e Gran Cru (chiamati Erstes Gewächs) situati sulla terraferma nel comune di Erbach. Sull'isola, Mariannenaue, sono coltivati anche Sylvaner, Pinot Bianco, Pinot Grigio e altri vitigni in minor quantità.



Ma veniamo a vini, che l'enologo italiano, e Nicola Bonera ci hanno presentato.



1) Riesling Qualitätswein trocken 2012    
  
2) Erbacher Siegelsberg Riesling Holzfass 2011    

          
3) Erbacher Schlossberg Erstes Gewächs 2007     

 
4) Erbacher Schlossberg Erstes Gewächs 2008      


5) Erbacher Schlossberg Erstes Gewächs 2002      


6) Wisselbrunnen Kabinett fruity 2009      


7) Wisselbrunnen Spätlese fruity 2003      


8) Schlossberg Spätlese fruity 2003





Ci sono stati serviti, in tre scaglioni;
Per primi abbiamo assaggiato:

Riesling Qualitätswein trocken 2012 e Erbacher Siegelsberg Riesling Holzfass 2011

Questi sono i due vini più "semplici", con però delle caratteristiche ben precise; il primo spiccatamente fruttato, agrumato e dalla grande sapidità, il secondo più floreale e aromatico (eucalipto, menta) più spiccata la freschezza della sapidità. Due esempi di come lo stesso vitigno possa dare vita a vini diversi.

Poi abbiamo proseguito con il trittico dei Riesling secchi prodotti da vigneti Erstes Gewächs

Erbacher Schlossberg Erstes Gewächs 2008 / 2007 / 2002 

Gran bei vini!!..dal vigneto Schlossberg, tre diverse annate, contraddistinte innanzitutto, sempre da una viva acidità che dà struttura e, appunto longevità.
Qualche differenza di personalità; il 2008 mi colpisce per i profumi morbidi e dolci, frutta gialla e note burrose, lattiche..mentre nel 2007 ci sento quel famoso sentore di idrocarburo che, secondo me conferisce grande eleganza, unito anche a sentori balsamici e minerali. Infatti, secondo me, il più elegante dei tre. Quello con più anni sulle spalle, il 2002, è secondo me il più complesso sia per quanto riguarda i profumi..frutta molto matura, secca e in confettura con delicati sentori eterei di smalto e vernice, che per quanto riguarda l'assaggio..si evolve piano piano dando vita a grandi sensazioni gustative, freschezza, sapidità ma anche buona morbidezza..un vino quasi da meditazione..   

L'ultimo tris di vini era composto da tre Riesling vinificati secondo la classificazione tedesca che prevede diversi gradi di residuo zuccherino, dal meno dolce al dolcissimo TBA e Eiswein, dei nettari che non sempre si riescono a produrre per la bassissima resa.

Kabinett - Spätlese - Auslese - Beerenauslese - Trockenbeerenauslese - Eiswein

Wisselbrunnen Kabinett fruity 2009,  Wisselbrunnen Spätlese fruity 2003 e Schlossberg Spätlese fruity 2003   

I primi due provenienti da Wisselbrunnen si caratterizzano da profumi floreali e balsamici, più timido nell'aprisi il primo (pur essendo più giovane) di grande eleganza il secondo con residuo zuccherino maggiore, mentre è più fruttato con note mielate e muffate che ricordano i Sauternes l'ultimo dal vigneto Schlossberg. Quello che mi ha colpito è, che, pur avendo tutti e tre residuo zuccherino, a livello gustativo non si percepisce la dolcezza in modo invasivo, tanto che si consiglia di abbinarli a formaggi erboranti piuttosto che a piatti dolci.

Ultima cosa che contraddistingue questi grandi vini è il bisogno che hanno di ossigeno; sono infatti vini da aspettare, che per l'occasione sono stati addirittura decantati un paio di volte!!
Insomma, sicuramente non vini immediati e facili da comprendere, ma, parere strettamente personale, che sanno darti grandi emozioni!!
So di essere un po' di parte, in quanto amante del Riesling, ma penso che siano DAVVERO emozionanti e da provare!!

...quindi per non farmi mancare niente, il prossimo appuntamento è per sabato 8 e 15 Febbraio con il seminario di approfondimento, tenuto sempre da Nicola Bonera, sulla Mitteleuropa del vino (Austria e Germania) inutile dirlo...non vedo l'ora!!













martedì 14 gennaio 2014

E' il 14 Gennaio e mi sembra anche il caso di fare il primo post..

In attesa di degustare bei vini..birre e quant'altro..sono un po' preso dall'esame di Sommelier...e perciò rimando la pubblicazione di post più succosi riguardanti le degustazioni, (o vini che mi bevo senza che nessuno me li serva) a fine mese.


Qualche anticipazione:



. Birre from Belgium (regali di Natale)

. Riesling Rheingau (l'oro del Reno-White Wine from Germany)

. Arianna Occhipinti (Sicilia nel bicchiere)


e altre chicche che qua e là mi intrigheranno di più!

Per il resto rimando a Twitter @AmBroScn84 per qualche segnalazione o semplice tweet su vino e affini..

Ultima cosa...ho aggiunto la sezione LINK sulla destra, segnalo e consiglio caldamente il bel blog SIMODIVINO davvero fatto bene!!

simodivino.blogspot.it

check it out!

venerdì 27 dicembre 2013

I miei vini di Natale

Per le feste natalizie, il bello è sempre ritrovarsi con tanti parenti e amici...e, scusate la banalità, ma cosa viene da pensare quando si sta insieme tutti intorno ad un tavolo?...

Ovviamente ad un bicchiere di vino!!!

Quest'anno ho deciso di bere e far bere questi vini...


Franciacorta Brut Cuveè Prestige Cà del Bosco: Bellissimo il colore..giallo paglierino molto brillante..bollicine piccole piccole..e davvero morbide al palato. Oltre ai bei profumi di frutti e fiori bianchi, colpisce la grande freschezza e pulizia che lascia in bocca. Un classico di sicuro effetto.

L'abbiamo accompagnato a, tartine di pane ai cereali con storione affumicato, uova di salmone e dragoncello, cappesante in conchiglia alla triestina, sformatino di porri e patate con dressing di kumquat, e a polpettine di merluzzo su crema di patate al timo.

Pinot Grigio "Gris" Lis Neris 2011: Gran bel vino innanzitutto..al di là di ogni commento tecnico..l'occhio vede il colore dell'oro..il naso un giardino di fiori gialli..frutti gialli e note esotiche..il palato sente una bella morbidezza..accompagnata da una bella mineralità..con un finale leggermente amaricante.

L'abbiamo accompagnato a, lasagnette al ragù di pesce, filetto di gallinella al cartoccio con pomodorini e olive nere di Gaeta e come carne, cappone bollito con mostarda di pere artigianale.

dulcis in fundo...

Sicilia IGT Passito "Ecrù" Firriato 2009: Qui sono tremendamente e sfacciatamente di parte...a me questo vino piace da matti!! lo berrei anche a colazione!!!...lo devo descrivere??...chiudete gli occhi e pensate alla Sicilia, una terrazza che dà sul mare e lì vicino c'è un giardino fiorito d'aranci...e immaginate il colore del sole che al tramonto si tuffa nel mare...Questo..PER ME..è questo vino!

L'abbiamo abbinato al panettone milanese artigianale...come da tradizione




Prosit!


giovedì 12 dicembre 2013

Parlando di Champagne

Con Ais Milano, prima di due puntate sullo Champagne (dimensione artigianale), ossia le produzioni di piccoli vigneron.

La prima serata porta il titolo "Il cuore pulsante della Champagne", e a guidarci in questo, sempre magico mondo, è Samuel Cogliati, grandissimo conoscitore di Francia e vino.

Qualche dato numerico circa la regione della Champagne:

Proprietà vigneti: Vigneron 90%
                             Grandi Maison 10%
                              (dati 2010)
Spedizione bottiglie: Vigneron + Cooperative 31%
                                  Grandi Maison 69%
                                  (dati 2010)

Qualche dato tecnico circa la produzione:

Resa max 100-150q/ha
Vendemmia manuale obbligatoria
4 sistemi di potatura autorizzati


Veniamo ai vini in degustazione:

Blanc de Blanc Prestige - Diebolt Vallois
Extra Brut Cuveè 736 - Jacquesson
Brut Reserve - Bereche et fils
Brut Nature Grand Cru (Bouzy) - Benôit Lahaye
Brut Nature Rosè "Zero" - Tarlant
Extra Brut Premier Cru "Le Mont Benôit" - Emmanuel Brochet

Commenti?..a costo di essere banale e scontato, a me sono piaciuti TUTTI!!
Quello che posso dire in più è che soprattutto 2 cose mi hanno colpito:

Se confrontati con quelli prodotti dalle grandi Maison, hanno forse un carattere più aggressivo e scontroso, ma che comunque piano piano, evolve in ogni caso in quella grande eleganza che contraddistingue il nettare che proviene da questa terra magica. Il nostro relatore paragonava alcuni di quelli in degustazione, a degli adolescenti (il rosé addirittura ad un adolescente molto ribelle), e direi che migliore metafora non poteva essere fatta. Insomma, sono vini che trasudano molta personalità, rispetto magari a prodotti di grandi case che, per filosofia ricercano una finezza ed una produzione più standardizzata.

La seconda cosa, che in realtà viene di conseguenza alla considerazione precedente, è la grandissima complessità e diversità tra i diversi vini. All'olfatto i profumi evolvevano di continuo in ogni vino, dalle erbe aromatiche alla frutta fresca e in confettura, da sentori iodati e minerali agli eterei, fino ad arrivare addirittura a sentori animali(!!)  ed ognuno di questi cominciava a raccontare quello che poi avremmo scoperto all'assaggio. Anche qui ogni vino era molto diverso l'uno dall'altro, dove grandissima freschezza, sapidità (salinità in alcuni casi) e una carbonica finissima, si intrecciavano tra loro, creando ogni volta un mosaico diverso. Forse solo nel caso del primo vino, queste componenti erano poco equilibrate, ma comunque non tale da essere un grande difetto.

Ultima cosa...il mio preferito in assoluto è stato il - Brut Nature Rosè "Zero" - Tarlant - definito dal relatore "Punk" per questa sua sfrontatezza ma al contempo grande complessità!
...a parte il fatto che il vino era sensorialmente spettacolare, quando un vino viene definito così, per uno che è cresciuto con i RAMONES, CLASH ed EXPLOITED, non può che essere il vino preferito!!!!!





Alla prossima puntata!!!


giovedì 5 dicembre 2013

Tokaji...Esszencia di un vino

Confesso...aspettavo la serata di ieri da qualche mese, perchè ho un debole per questo nettare che si chiama Tokaji. Purtroppo non sono riuscito ad assaggiarne tanti fino ad adesso, perciò ero impaziente di scoprire tutto di questo vino.

Mariano Francesconi, presidente AIS Trentino, con grande competenza, ci ha illustrato tutti gli aspetti riguardanti clima, terreni, vitigni, tecniche di produzione, ma soprattutto la storia che risale al 1500!!

Molto interessante! scopro che fu il primo vino ad avere qualcosa simile ad una attuale denominazione, che era apprezzato da Luigi XIV, il quale coniò la famosa frase "Il re dei vini, il vino dei re", che, venendo più ai giorni nostri, passa un periodo buio negli anni di nazismo e comunismo nel '900, ma che rinasce negli anni '90 riprendendo quel filo di storia iniziata tanto tempo prima.

Un'altra cosa che mi ha colpito è l'estrema varietà di terreni, con una forte connotazione vulcanica, ma anche Löss e un tipo di argilla molto compatta che si infiltra negli strati rocciosi.
Tipi di terreni della zona Tokaji

I vitigni vengono coltivati, su una superficie di 5967 ha, nella zona est del paese in un clima poco piovoso. La cittadina di Tokaji si trova alla confluenza di due fiumi, il Tisza (dalla portata maggiore) e il Bodrog che è invece quello che disegna poi la valle dove si dislocano i vari vigneti, anche qui divisi come in Francia, tra quelli di maggior e minor pregio.

I vitigni che entrano nella composizione del vino sono:

FURMINT, HARSLEVELU, SARGA MUSKOTALY (Moscato giallo/Muscat Ottonel)

Alcuni vitigni meno coltivati:

ZETA (Furmint X Bouvier)
KOVERSZOLO (Grasa Cotnari)
KABAR (Bouvier X Harslevelu)
GOHER

I vini in degustazione:

  •   Öreg Király Tokaji Furmint 2011 - Barta Pince
  • Tokaji Száraz Szamorodni 2000 - Dereszla Pincészet
  • Tokaji Aszú 5 puttonyos 2008 - Royal Tokaji Wine Company
  • Tokaji Aszú 6 puttonyos 2003 - Árpád-hegy Pince
  • Tokaji Aszú 6 puttonyos Birtokválogatás 1999 – Tokaj Oremus Pincészet
  • Tokaji Esszencia 2000 - Pajzos Pincészet

Che dire...interessante il Furmint in versione bianco secco, mi ha ricordato un vino con un po' di mineralità di un Riesling e con un tocco vegetale stile Sauvignon.

Il Szamorodni 2000 è un vino particolare, affinato in botte scolma sotto il velo di Flor (tipo Vin Jaune o Sherry Fino senza fortificazione); anche qui sono di parte, in quanto adoro questa tipologia di vini..e anche questo mi dà grande emozione!! tipici sentori da invecchiamento sotto il velo di flor davvero piacevoli (frutta secca, noce) con leggeri tocchi floreali e di idrocarburi; in bocca grande freschezza e una bella avvolgenza.

Veniamo alle versioni Aszú, vale a dire acini appassiti e botritizzati aggiunti in macerazione a mosto o vino che creano una poesia...più o meno dolce secondo quante Puttonyos vengono aggiunte
Ovviamente ho trovato le 3 tipologie Aszú in degustazione di grande livello, come mi aspettavo!
Un crescendo di emozioni...dal 2008 già complesso ma che può evolvere ancora molto, passando per il 2003 dal color topazio che sfodera grande eleganza sia nei profumi che all'assaggio, arrivando a quello che ho apprezzato di più, il 6 puttonyos Birtokválogatás 1999.
Bellissimo colore ambra, profumi infiniti...dalla frutta alle note mielate, erbe officinali, note minerali, note eteree, di cera, zafferano e spezie dolci...insomma tantissime sfumature!!
In bocca ripete tutto quello che rivelava all'olfatto, su una grande struttura acida che accompagna la dolcezza (residuo zuccherino molto importante) ma che non la lascia prevalere...infatti qualche secondo e la dolcezza viene avvolta da questa spinta di freschezza, e insieme, creano un'alchimia con una morbidezza che lascia una scia lunghissima assolutamente non stucchevole.

Per finire L'"Esszencia", davvero un nettare...3% vol e 525g/l di residuo zuccherino..una consistenza da sciroppo...profumi dolcissimi ed elegantissimi...una carezza di miele in bocca...degustato poi mentre guardavamo, a luci spente, le belle foto delle cantine tipiche del Tokaji, formate da km di corridoi sotterranei e ricoperte dal Cladosporium altra muffa importantissima per l'invecchiamento del vino, in quanto regolatore dell'umidità.

Esperienza sensoriale e culturale fantastica!!...le mie aspettative totalmente rispettate!!
Bottiglie a fine serata!!

Concludo con una citazione; siccome ho qualche difficoltà con la lingua magiara, non ricordo il nome del personaggio che nel '500 volle cercare di scoprire l'alchimia che si veniva a creare in quel luogo e che desse vita a questo nettare, e che alla fine sentenziò:

"L'oro nasce dalla muffa"

Chapeau!